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La
porta poteva essere aperta solo quando la temperatura era
scesa a livelli molto bassi, intorno ai 150 gradi; uno
spiffero d’aria fresca intempestivo poteva danneggiare
un’intera infornata.
I pezzi
estratti dal forno venivano smistati o direttamente al
magazzino per la spedizione ai clienti o al reparto
pittura, se necessitavano di un ulteriore decorazione,
detta soprasmalto.
L’esempio
di cui alla foto seguente non riproduce esattamente lo
stesso modello ma mette in evidenza come siano state
aggiunte le ali.

La
vernice a “craquelè”, talvolta provocata
appositamente da artisti alla ricerca di effetti speciali,
per i Ronzan era un difetto da evitare; talvolta si
verificava a seguito della posa di eccessivo colore
sottosmalto od al raffreddamento troppo rapido del forno
ed era causa dello scarto dell’oggetto, che diventava di
seconda scelta.
La
decorazione soprasmalto
Questo
tipo di decorazione è resa necessaria quando si vogliano
superare i limiti posti dai colori sottosmalto.
Infatti,
per motivi legati alla loro composizione chimica, i colori
sottosmalto non sono particolarmente brillanti, specie il
rosso.
Inoltre
alcuni colori come l’oro, l’argento ecc. sono
disponibili solo se diluiti con solventi che, se dipinti
sottosmalto, creerebbero danni con lo sprigionarsi di
vapori durante la cottura.
Volendo
quindi applicare un bel rosso corallo sulle piume di un
pappagallo sudamericano o decorare con filettature d’oro
il manto di una Madonna, era necessario ricorrere ad una
pittura successiva e ad una terza cottura, ovviamente con
costi aggiuntivi.
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