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La prima attività dopo la sformatura,
era quella di rimuovere la barbottina solidificata che
rimaneva, quasi come un cordone ombelicale, in
corrispondenza del foro di colaggio, e di apportare le
riparazioni dei danni talvolta generati dalla sformatura;
subito dopo il pezzo veniva messo ad asciugare
ulteriormente all’aria, in locali asciutti e
possibilmente caldi.
Se il soggetto era composto da più
parti, colate in forme separate, queste, venivano
tempestivamente incollate al corpo principale, utilizzando
come collante la stessa barbottina liquida del colaggio;
questo era il momento migliore per questa operazione in
quanto, essendo il materiale ancora ricco di umidità,
tutti i pezzi che componevano il soggetto (spesso la
testa, un braccio, la base ecc.) offrivano la miglior
plasticità.
In questa fase veniva anche
accuratamente verificato che nessuna parte dell’oggetto
imprigionasse, per errore, dell’aria senza comunicazione
con l’esterno che doveva essere garantita dal foro del
colaggio; in caso contrario, quest’aria, per
l’aumentato volume durante la cottura, avrebbe provocato
la frattura del manufatto.
Al termine di ciascuna operazione di
colaggio, lo stampo, che si era impregnato di umidità,
veniva ripulito delle tracce residue di barbottina e posto
ad asciugare naturalmente in un locale particolarmente
asciutto, spesso accanto ai forni di cottura; questo
stampo, impregnato d’acqua, non poteva essere
reimpiegato se non dopo alcuni giorni (ecco l’utilità
di disporre di più di una forma in parallelo) e comunque
per non più di 50/ 60 volte.
L’essiccazione
Questa fase aveva lo scopo di
eliminare quasi completamente l’acqua che i manufatti
contengono, prima che essi siano introdotti in forno per
la prima cottura.
Infatti non è opportuno cuocere gli
oggetti ancora troppo umidi in quanto il rapido
riscaldamento ottenuto in forno produce un’intensa
evaporazione dell’acqua che li frantumerebbe.
E’ importante ricordare che in
questa fase si concludeva quasi completamente il processo
di “ritiro”; questa contrazione di volume
dell’oggetto, dovuta all’eliminazione dell’acqua
precedentemente incorporata nella massa argillosa, era
pari al 3 - 4 % lineare .
Per ottenere una essiccazione
ottimale occorreva attendere alcuni giorni e la durata
effettiva era in funzione della forma e della dimensione
dell’oggetto; inoltre, poiché l’essiccazione avveniva
senza ricorrere ad essiccatoi, la stagione e l’umidità
dell’atmosfera avevano la loro importanza.
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